Dopo l’esperienza avviata a Lentini, Zàgarà inaugura una nuova fase del proprio percorso e si trasferisce a Catania. Il ristorante guidato dallo chef Massimiliano Romano apre ufficialmente all’interno di Villa Reina Miranda, edificio Liberty di viale XX Settembre restituito alla città attraverso un intervento di recupero e rifunzionalizzazione.
Per Romano e sua moglie Federica Russo si tratta di una scelta legata sia al rapporto consolidato con la clientela catanese sia alla volontà di sviluppare il progetto in un contesto urbano più ampio. “Quando si è presentata la possibilità di trasferirci a Villa Reina Miranda abbiamo capito che poteva essere il luogo giusto per dare continuità alla nostra idea di ristorazione”, spiega lo chef.
Il recupero dell’edificio è stato curato dallo studio “Lineementi Arch. & Design Hub” insieme a Cmc Arredamenti La Torre. Il progetto ha mantenuto gli elementi storici della villa adattandoli alle esigenze del ristorante. Gli spazi comprendono diverse sale interne con affreschi e dettagli originali, una zona american bar, due wine cellar espositive e un’area dedicata a cooking demo e chef table. All’esterno trovano posto la loggia Liberty e una corte interna.
“La rifunzionalizzazione degli ambienti è nata dal dialogo con lo chef e dall’esigenza di integrare l’identità del ristorante con gli spazi storici della villa”, spiega l’architetto Erica Rosa Drago.
Classe 1983, originario di Lentini, Massimiliano Romano si è formato tra Sicilia e Regno Unito. Dopo le esperienze al San Domenico di Taormina e al Palace Hotel di Siracusa, nel 2020 entra nella brigata del Savoy Grill di Gordon Ramsay a Londra. Tornato in Sicilia nel 2024, apre Zàgarà come evoluzione del progetto avviato negli anni precedenti con il bistrot Sicilia Nostra.
Il nome del ristorante richiama la zagara, il fiore degli agrumi, simbolo legato alla tradizione agricola siciliana. Un riferimento che sintetizza i temi centrali del progetto: territorio, identità e ospitalità.
La cucina di Romano parte dalla tradizione siciliana e dalla valorizzazione delle materie prime locali, con particolare attenzione alla stagionalità e alla filiera corta. Tecniche contemporanee e riferimenti alla cucina dell’isola convivono in una proposta che punta su equilibrio e riconoscibilità.