La pasta come patrimonio agricolo, gastronomico e culturale del Lazio. È questo il filo conduttore della prima edizione di “La pasta del Lazio: tradizione, filiera e identità della cucina romana”, l’iniziativa ospitata al Pio Sodalizio dei Piceni e promossa con il sostegno della Regione Lazio e di Arsial, organizzata da Aeper e dalla neonata Accademia della Pasta, con il patrocinio di Roma Capitale e Confesercenti.
L’incontro ha riunito produttori, ristoratori, chef e rappresentanti delle istituzioni per confrontarsi sul valore della filiera regionale e sulle prospettive del comparto, con particolare attenzione alla formazione, alla qualità delle materie prime e alla promozione della cucina romana.
Tra gli intervenuti Sabrina Alfonsi, assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale, Mariano Angelucci, presidente della Commissione capitolina Turismo, Moda e Relazioni Internazionali, Giorgio Simeoni, consigliere della Regione Lazio e presidente della Commissione speciale Giubileo 2025, David Granieri, presidente di Coldiretti Lazio e del Consorzio Olio di Roma Igp, e Domenico Villani, delegato Onaf.
Nel corso dell’evento è stata presentata ufficialmente l’Accademia della Pasta, nata con l’obiettivo di promuovere la cultura della pasta italiana attraverso attività di formazione, divulgazione e valorizzazione della filiera.
“Investire nella formazione significa sostenere l’innovazione, creare opportunità per i giovani e offrire a produttori, chef e ristoratori strumenti per affrontare le sfide del mercato”, ha sottolineato Claudio Pica, presidente dell’Accademia della Pasta e vicepresidente vicario di Fiepet-Confesercenti nazionale, rilanciando l’appello alle istituzioni affinché sostengano il settore con progetti dedicati.
Protagoniste della giornata sono state anche le produzioni agroalimentari del territorio laziale, dalla pasta all’olio extravergine, passando per vino, pecorino, guanciale e altri prodotti simbolo della cucina regionale, presentati da aziende e consorzi del territorio.
Il programma ha alternato momenti di approfondimento, con incontri dedicati alla filiera della pasta e al valore della dieta mediterranea, a dimostrazioni di cucina. Gli chef Andrea Stagnetta, del ristorante Il Focolare, e Alberto Martelli, del ristorante La Carbonara di Campo de’ Fiori, hanno proposto due dei piatti più rappresentativi della tradizione romana: cacio e pepe e carbonara.
Alla manifestazione hanno partecipato anche numerosi ristoratori della Capitale, tra cui Alessandro Camponeschi, Pietro Lepore dell’Harry’s Bar, Fundim Gjepali dell’Antico Arco, la famiglia Donato del ristorante Il Falchetto, Angelino ai Fori, Roberto Torretti della Trattoria Da Memmo, La Villetta dal 1940 e la Trattoria Cadorna.
Nel corso della giornata l’Accademia della Pasta ha inoltre conferito le prime nomine di Ambasciatori e Maestri della Pasta, mentre ai partecipanti è stato consegnato un ricettario bilingue dedicato ai grandi classici della cucina laziale, pensato come strumento di promozione della cultura gastronomica del territorio.