“È stata una decisione saggia”. Così Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, commenta la scelta di non organizzare per la campagna vitivinicola 2026 la tradizionale conferenza stampa dedicata alle previsioni vendemmiali promossa insieme a Ismea e Unione Italiana Vini.
Una decisione maturata dalla crescente difficoltà nel formulare stime attendibili prima della conclusione della raccolta. Negli ultimi anni, infatti, le previsioni elaborate alla vigilia della vendemmia si sono rivelate sempre più complesse da confermare, a causa di condizioni climatiche estremamente variabili e di differenze sempre più marcate all’interno degli stessi territori.
“Negli ultimi due o tre anni – spiega Riccardo Cotarella a Cronache di Gusto – purtroppo le previsioni non sempre hanno corrisposto ai risultati finali. Quindi ritengo che adesso fare una fotografia anticipata della vendemmia sia diventato molto difficile”.
Secondo il presidente di Assoenologi, il cambiamento climatico ha reso il quadro produttivo molto più frammentato rispetto al passato. “Ci sono regioni talmente eterogenee che ormai non si può più fare un discorso regionale, ma neanche provinciale o comunale – ha spiegato -. Anche all’interno dello stesso territorio il terreno può essere esposto in una maniera o in un’altra, può essere più o meno ricco di acqua o avere caratteristiche diverse, e questo cambia radicalmente la produzione sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo”.
Da qui la scelta di attendere la fine della campagna vendemmiale per fornire un quadro più preciso. “Per evitare di dare dati che in qualche modo possono creare idee sbagliate – sottolinea Cotarella – si preferisce abbandonare le previsioni e fare un consuntivo attraverso i milioni di dati raccolti”.
L’obiettivo, quindi, è quello di offrire al settore e agli operatori informazioni più solide, basate sui risultati effettivi della vendemmia e non su stime che, in un contesto sempre più imprevedibile, rischiano di essere superate dall’evoluzione della stagione.
La fotografia definitiva della vendemmia 2026 arriverà dunque a campagna conclusa, quando sarà possibile analizzare produzione, qualità delle uve e caratteristiche dell’annata con maggiore accuratezza. “Quella – hanno aggiunto da Assoenologi e Uiv – sarà l’occasione ideale per condividere un’analisi approfondita dei risultati della campagna 2026 e delle prospettive del comparto vitivinicolo”.